Santarella per Space Metropoliz: le notti sembravano di luna

Santarella per Space Metropoliz: le notti sembravano di luna

Lo spettacolo di teatro-danza “Le notti sembravano di luna” è stato curato da Santarella, con la partecipazione di Barbara Annunziata, Francesca Gattoni, Paola Silvana Resurreccion, Elena Cornacchia, Antonello Casalini, Brigitte Krauer, Claudia Comina, Patrizia Carnebianca, Elisa Alcade Patanè, Anthony McGonigle, Gail Gosschalk, Carlo Marcolin, Giuseppe Summa, Andrea Conforzi.

L’orto lunare di Fabio Pennacchia

L’orto lunare di Fabio Pennacchia
“La scoperta del pomodoro ha rappresentato, nella storia dell’alimentazione, quello che, per lo sviluppo della coscienza sociale, è stata la rivoluzione francese”
Sguardo rivolto verso l’alto e finalmente si comincia a salire.
Lungo le scale, cinque sfere progettate come micro serre, garantiscono, alla comunità di Metropoliz, il cibo e l’ossigeno per l’imminente insediamento sulla luna.
Partendo dal ‘nuovo mondo’, passando per il ‘vecchio continente’ e di nuovo in viaggio per il satellite terrestre, protagoniste dell’installazione sono le giovani piantine di pomodoro. Se l’acqua, la terra e la luce racchiuse nella capsule trasparenti diventano metafora di un’autosostenibilità necessaria e possibile, il pomodoro diventa metafora degli abitanti di Metropoliz. Originaria dell’America del sud, il Solanum lycopersicum arriva in Europa nel XVI secolo. Ritenuta una pianta velenosa, per ben due secoli, leggende popolari e pregiudizio la archiviano come “non commestibile”, riducendola a semplice ornamento. E’ solo nell’’800 che il pomodoro comincia a essere coltivato per uso alimentare, diventando nel tempo uno dei tasselli fondamentali della gastronomia italiana e non solo.
Impensabile immaginare oggi il nostro mondo senza pomodori!
Quando sarà impensabile immaginare il nostro mondo senza coabitazioni multietniche come Metropoliz?
Tutto è pronto. Non rimane che partire, sbarcare e cominciare a coltivare.