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Menzione speciale del Premio Giorgetti

Menzione speciale del Premio Giorgetti

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Space Metropoliz riceve la menzione speciale del Premio Internazionale Marisa Giorgetti nella sezione Diritti Umani.

Il premio
Premio annuale assegnato ad una persona singola o a un gruppo di persone, ovvero ad un’associazione o un ente che si sia distinta nella realizzazione di iniziative o programmi che, sul piano sociale, culturale o politico abbiano concretamente operato per la difesa dei diritti umani fondamentali di singoli, gruppi e comunità, con particolare attenzione ai diritti delle persone più deboli e delle vittime di violenza, migrazioni forzate, persecuzioni e grave sfruttamento ovvero abbiano contribuito a consolidare processi di pace e di convivenza, ovvero a modificare atteggiamenti culturali o politiche pubbliche discriminatorie e lesive della dignità umana.

La motivazione
Il progetto di arte pubblica, è scaturito da un’idea di Giorgio de Finis e Fabrizio Boni, esperti nell’uso del medio audiovisivo come strumento di ricerca sociale e pratiche di trasformazione. L’intento è quello di utilizzare il cinema come strumento di aggregazione, di progettazione e di trasformazione del territorio, per contribuire alla rigenerazione socio-ambientale dell’ex fabbrica abbandonata, oggi occupata da persone senza dimora.

Space Metropoliz si prefigge di proporre un inedito modello di integrazione, recupero, autogestione e sperimentazione di una nuova convivenza urbana. L’occupazione della fabbrica infatti rappresenta non soltanto una soluzioni abitativa per le molte famiglie che ci vivono, ma anche l’inizio di una esperienza multiculturale inconsueta, che ha come ambizione quella di restituire vita all’immobile e alla città uno spazio pubblico.

Space Metropoliz in streaming

Space Metropoliz in streaming

Da oggi è finalmente disponibile in streaming gratuito il film Space Metropoliz, in 11 episodi.
Guardalo su Megatube o sul nostro Canale YouTube.

Uscirà il 21 novembre per Megatube (Multi Channel Network di Youtube in Italia, diretto da Luca Argentero) “Space Metropoliz”, documentario poetico e acuto, diretto da Giorgio de Finis e Fabrizio Boni, che racconta la storia e l’esempio di convivenza positiva che i romani e i migranti hanno sviluppato all’interno del Metropoliz, una ex-fabbrica di salami abbandonata alla periferia di Roma – quadrante stellare di Tor Sapienza, oggi tristemente al centro della cronaca – uno di quei posti dimenticati che sembrano usciti da un film di Pasolini.
Oggi il Metropoliz è uno spazio socio-abitativo, un cantiere etnografico, cinematografico e d’arte nel cuore della periferia romana ultimamente al centro dei riflettori.
Due registi-antropologi e curatori di mostre, un giorno, scoprono questo angolo nascosto di Roma e decidono di realizzare un film che racconti questa meravigliosa storia: il Metropoliz è al momento l’unica occupazione a scopo abitativo sul territorio italiano ad integrare i Rom in un progetto di autorganizzazione.
Nel 2009 la fabbrica abbandonata viene occupata dai Blocchi Precari Metropolitani insieme a circa 200 persone tra migranti, precari e famiglie senza casa: Italiani, Tunisini, Peruviani, Ucraini, Africani e Rom.
Ristrutturano, riparano, si organizzano e abitano quello spazio, cercando di farne un luogo dove condurre una vita dignitosa e uno spazio sociale e culturale aperto alla città.
Quando Giorgio de Finis e Fabrizio Boni decidono di girare un film sull’occupazione di Metropoliz, propongono agli abitanti un progetto surreale: costruire un razzo per andare a vivere sulla Luna. È una provocazione che solo apparentemente gioca con il delicato tema dell’emarginazione, ma che in realtà ha lo scopo di introdurre la dimensione del sogno, dell’immaginazione e dell’utopia in un contesto che troppo spesso vive un quotidiano schiacciato dal bisogno.
La Luna diventa così un luogo di incontro tra il Metropoliz e la città: artisti, scienziati, filosofi, ma anche cittadini e associazioni del quartiere vengono coinvolti in un gioco surreale a cavallo tra fantascienza e neorealismo, capace di raccontare una storia quanto mai attuale.
Oggi il Metropoliz è diventato un luogo di incontro e di produzione culturale che ospita, oltre a molte attività sociali, un museo di arte contemporanea tra i più prolifici della capitale: il MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz.
Un esempio per la cittadinanza, e una testimonianza per i media, impegnati attualmente ad analizzare e riportare i fatti di cui, proprio in questi giorni, è teatro il quartiere di Tor Sapienza.
Il documentario, a partire dal 21 novembre 2014, sarà disponibile gratuitamente su Megatube (creators.megatu.be), il primo Multi Channel Network di Youtube in Italia che è anche un sito, un portale 2.0 che, sfruttando le potenzialità del colosso Google dei video web, costruisce per gli utenti un viaggio attraverso le migliori proposte di film in streaming, documentari, anime, musica, web series e così via.

Space Metropoliz in concorso al 16° Festival di Ismailia

Space Metropoliz in concorso al 16° Festival di Ismailia

Ismailia Film FestivalSpace Metropoliz è stato ufficialmente selezionato alla 16a edizione del Ismailia International Film Festival (Egitto) e sarà proiettato in anteprima assoluta il 6 giugno 2013.

More info: Ismailia Film Festival

Locandina di Space Metropoliz

Locandina di Space Metropoliz

Locandina Space Metropoliz
Un ringraziamento particolare a Valerio Calcagnile per l’artwork del manifesto.
Foto: Giorgio de Finis.
Grafiche: Giulia Barbera.
Esecutivi: Francesco lo Nigro

Il Mantello di Arlecchino e il Pierrot lunare

Estratto dal libro di Michel Serres “Il mantello di Arlecchino” (ed. Marsilio, 1992).
Come il corpo – rispondevano i dotti – assimila e trattiene le varie differenze vissute durante i viaggi e ritorna a casa meticciato di nuovi gesti e d’altre usanze, fusi nelle sue attitudini e funziom, al punta che esso crede che nulla per lui sia cambiato, allo stesso modo il miracolo laico della tolleranza, della neutralità benevola, accoglie, nella pace, altrettanti apprendimenti per farne sgorgare la libertà d’inventiva, e dunque di pensiero.”

I prossimi passi sulla Luna, secondo MUST urbanism

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Prossimi passi sulla luna

A Tribble’s Guide to Space: How to Get to Space and What to Do When You are There

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Guide to Space

Dalla prima alla seconda postmodernità: la passeggiata di Lefebvre, Jameson e Soja

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Postmodernità
Nel 1984, anno delle olimpiadi di Los Angeles e della morte di Michel Foucault, nell’articolo Postmodernism, or The Cultural Logic of Late Capitalism, pubblicato dalla “New Left Review”, Fredric Jameson scriveva: “Si è detto spesso che noi viviamo oggi in una dimensione sincronica piuttosto che diacronica, e io credo che almeno empiricamente sia possibile sostenere che la nostra vita quotidiana, la nostra esperienza psichica, i nostri linguaggi culturali sono dominati oggi da categorie di spazio piuttosto che da categorie di tempo, come accadeva invece nel periodo precedente del moderno avanzato propriamente detto”. Siamo in pieni anni ’80 e il critico letterario, allora professore di letteratura e storia delle idee alla University of California di Santa Cruz, per affermare che si stesse passando da un pensiero dominato dallo storicismo a uno spazializzante è ancora molto prudente, con molta cautela dice “io credo che almeno empiricamente sia possibile sostenere…”.

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“Le voyage dans la lune” al colori apre l’edizione 2011 di Cannes

Ebbene si, la versione a colori della nota pellicola, “colorata” dallo stesso Méliès e restaurata a 18 anni dal suo ritrovamento dalla Technicolor, aprirà l’11 maggio il prossimo Festival di Cannes. Il restauro, costato 400 mila euro per 14 minuti di pellicola (il restauro più costoso della storia del cinema), prevede anche una scelta del tutto originale sulle musiche. È noto infatti che Méliès non si curasse della colonna sonora dei suoi film, lasciando ai distributori la libertà di suonare in sala la melodia che preferivano. Saranno allora gli AIR, vere e proprie glorie della musica elettronica francese, a riscrivere le atmosfere sonore del primo grande film di fantascienza della storia del cinema. L’equipaggio di Space Metropoliz saluta con entusiasmo questo evento, orgogliosi di iniziare ufficialmente il loro viaggio cinematografico due giorni dopo la proiezione a Cannes della rara pellicola, e nell’anno in cui (l’8 dicembre) si festeggeranno i 150 anni dalla nascita di Georges Méliès.

Astolfo sulla luna

Uno degli episodi più interessanti e significativi dell’intera opera dell’Ariosto è sicuramente quello di Astolfo sulla luna. Astolfo è l’uomo-pianta (così trasformato dalla maga) dell’isola di Alcina,che riacquistate le sembianze umane,ricompare più volte nel coro del poema,come impavido protagonista di stravaganti avventure.L’ultima,che gli viene assegnata in questo pezzo del poema,lo ha portato in cima al monte dove sta il Paradiso Terrestre.Qui incontra San Giovanni che lo incarica di recuperare il senno perduto di Orlando.Per fare questo deve quindi recarsi sulla Luna ,dove si trovano tutte le cose che si sono perse in terra.Il paladino e il santo compiono il viaggio sopra un carro tirato da cavalli di fuoco,nel quale,secondo la Bibbia,il profeta Elia fu portato in cielo. Il passo si apre con la descrizione paesaggistica del luogo in cui il protagonista si trova, parlando delle dimensioni e dell’aspetto della Terra vista dal suo satellite. In seguito si descrive in generale il vallone delle cose perdute, infatti sulla luna si radunano tutte le cose che le persone, e che una volta raggiunta la superficie lunare non possono più essere recuperate. Alla fine della strofa LXXIII l’autore elenca le tre cause che possono essere all’origine dello smarrimento di qualcosa: si perde o per nostro diffetto, o per colpe di tempo o di Fortuna. La luna ha perso nel poema ogni riferimento soprannaturale,essendo vista come immenso deposito di oggetti smarriti.Terra e Luna poi,assumono funzioni complementari:quello che non c’è su l’una sta sull’altra.Sulla Luna non c’è pazzia perchè quella è concentrata sulla Terra ed è piena di senno perchè sulla Terra ce ne sta poco.Ariosto fa una descrizione della Luna come modo indiretto per fare ironica rassegna delle cose vane e delle follie della Terra,guardando il nostro pianeta con uno sguardo superiore.